12/01/2010

Situazione Blog

Buongiorno.

Sì, il post di oggi è stato scritto di mattina, o almeno questa è la mia intenzione. Ieri sera ho fatto tardi dietro ad altre faccende (il coro), quindi mi metto a scrivere questa mattina, dato che mi sono svegliata presto e che per ora non ho nulla da fare.

Dunque. Nessuno di voi mi ha chiesto che cosa ho fatto durante il mio esilio. Non vi interessa saperlo? Ebbene, ho partecipato all'ennesimo concorso, naturalmente, e i risultati si avranno il venticinque febbraio, quindi per un po' stiamo freschi.

(...che cosa bizzarra...la gatta si è messa a dormire tra le mie ginocchia come faceva quando era piccola piccola piccola...)

Allora, parliamo del blog. Prima che tornassi dall'esilio vi avevo chiesto consigli per i post, spinta dall'impressione che il mio blog fosse soltanto da leggere e che non suggerisse interventi, confronto e dialogo. Pare che sia proprio così: ho avuto una valanga di commenti, in questi giorni, e tutti su post piuttosto precisi e tristemente lontani dal mio post medio vagamente onirico e generalmente vago. O almeno, così mi si dice.

Colgo l'occasione per salutare Scarlet14, che conosco anche al di fuori del blog, e Ilaria, che invece non conosco al di fuori del blog (a proposito, io possiedo la cassetta de "I ponti di Madison County". Vuoi che vada a vedere come finisce?). Un saluto anche a Chamaeleon, che ho sentito anche tramite Plugoo e che mi fa piacere rivedere.

Dunque, i commenti sono vari. Scarlet ad esempio è per i post precisi, con un argomento specifico, come Chamaeleon. Cairy (la mia preziosissima prima fan) trova che vada benissimo così com'è, e lo frequenta indipendentemente dalle corbellerie senza filo conduttore che mi accadono. Ilaria apprezza particolarmente le parti che riguardano libri e affini (quindi apprezzerà anche di più l'iniziativa che sto per mettere in piedi!), ma non le dispiace leggere anche il resto.Insomma, a ognuno il suo.

Chiaramente argomenti come il libro di Maya Fox (che attira un sacco di gente e che, a dirla tutta, compare ogni mese tra le parole chiave con cui si arriva al mio blog) e le tredicenni "chiamano" un commento...come mai non sia lo stesso per gli altri miei post impegnati, come quelli di "Cioccolatini Avvelenati", non me lo spiego e mi secca un po', ma tant'è...

Comunque, ci vorrebbe un filo conduttore, eh?

Quando ho lasciato l'idea di scrivere un racconto al giorno (breve, non so se avete presente, sembra passata una vita), la mia idea era effettivamente di un diario, o qualcosa di simile, in cui raccontare le cose bizzarre che sembrano accadermi quasi ogni giorno e condividere con voi un punto di vista originale sulle piccole cose che accadono e che possono piacere anche se sono, appunto, piccole.

La felicità spesso sta nelle piccole cose, come dicevamo io e Cairy l'altra sera.

(...quanto ho sonno quanto ho sonno...)

Insomma, pare che questo non basti più.

(Post modificato! Il resto dell'articolo, a causa della sua lunghezza, verrà pubblicato stasera alle...facciamo alle dieci. A stasera!!!)

 

iku

 

PS: due cose.

Mi piacerebbe pubblicare la lista delle parole più cercate sui motori di ricerca con le quali la gente arriva sul mio blog. Lo trovo molto divertente. Vi interessa?

Da mercoledì ho intenzione di recensire, capitolo per capitolo, "Il Gatto dagli Occhi d'Oro", bellissimo libro di Silvana de Mari che invito tutti ad acquistare. Ma ne riparleremo mercoledì...

09/08/2009

Sadness

Dunque, people.

 

Sono tornata a casa, ma mi aspetta un numero imprecisato di giorni lontana da casa.

 

"Ancora?!" direte voi.

 

Sì.

Non è che ne vada pazza, eh, sia ben chiaro.

 

Tuttavia questa è l'estate, e così è la vita.

 

 

Stasera...di che parliamo?

 

Ho ripreso in mano "L'ultimo orco", e mi sto rendendo conto ogni minuto di più che, probabilmente, è il libro della saga che preferisco.

 

La biblioteca mi ha recuperato "Esbat" di Lara Manni, così poi potrò fare anche l'intervista.

 

Ho tirato fuori dal loro armadio tutti i miei manga e ho deciso di venderne un bel po'...

 

 

Scusate, nemmeno oggi è una gran giornata. Gli ultimi cinque giorni sono stati uno scombussolamento, per me, e spero che un po' di vacanza mi faccia bene.

 

Se non altro mentre sarò lontana dal blog riuscirò a scrivere un po' il romanzo...^_-

 

Una bella notizia c'è...la mia amica israeliana Miarr mi ha scritto ancora...e spero di potermi riappacificare con lei.

 

 

Ultimamente il livello dei miei post si è abbassato tantissimo. Sono lunatica, purtroppo, e se sono di cattivo umore tutto il mio mondo ne risente. Scusatemi tanto.

 

Vorrei mostrarvi una cosa che ho scovato in internet qualche tempo fa, un video di cui avevo perso il link e sul quale sono capitata per caso oggi. Ha a che fare con il lavoro che ho fatto con Maya Fox, l'ho trovato molto interessante.

 

Eccolo.

 

Buona visione, poi mi direte...stasera a letto presto, e vedremo cosa ci riserverà il lunedì...

(...intanto devo portare in biblioteca un libro, pena la multa...^_-)

 

iku

 

PS: oggi ho mangiato una pesca buonissima. Ah, se Lester fosse stata con me...avrebbe fatto carte false per averne un po'!

 

PPS: vi piacerebbe leggere sul blog pezzi de "L'ultimo orco"? Vorrei tanto contagiarvi...

23/04/2009

Report p.2 "The day we met Silvana De Mari"

(leggi il blog precedente per il prologo)

 

Silvana De Mari è affabile. E' un medico, è parte del suo lavoro, ma lei è spiritosa, gentile, brilla di una luce saggia e concreta. Non è un'autrice, ora. Non ha fatto milioni di copie. Non è stata tradotta in diciotto lingue. Sta solo raccontando a noi una cosa che vogliamo sapere. ci sta insegnando.

 

Due picchi, nel discorso, puramente emozionali. Ci sono stati molti altri picchi intellettivi, e appunti, colpi di genio, grandi illuminazioni. Ma sentir nominare lui...

 

- "Non abbiate paura", dice Sire Aragorn.

- "Non abbiate paura", dice Sire Rankstrail.

 

Rankstrail. L'evocazione di un nome potente scatena un'emozione altrettanto potente, e io sento il desiderio di alzare il braccio e urlare a squarciagola "VARIL!". Mi trattengo, per non sconvolgere le persone nella sala conferenze (che sono incredibilmente poche. Mi dispiace un sacco), e rimango in ascolto.

 

Il secondo picco è quando nomina Bambi, e Dumbo.

 

- Mamma, mamma!

 

Evoca davanti la neve, gli alberi scuri, il cielo color inchiostro. Ma ciò che davvero mi abbatte, facendomi piangere come una bambina, è la proboscide della mamma di Dumbo, che spunta tra le sbarre e culla l'elefantino.

 

Cita la Disney con cognizione di causa, assieme alle fiabe. Ognuna ha un significato, nasconde una realtà. Spiega il dramma delle orecchie di Dumbo, e quella suggestione non è diretta ai miei occhi, quanto alle mie orecchie.

 

Bimbo mio, vieni qui

No, non pianger così

Ti terrò stretta al mio cuor

Con tanto amor, con tanto amor

 

Se si burlan di te

Non badarci perché

Il mio amor sol ti darà

Felicità, felicità

 

E piango. Rischiando di perdere l'occasione di fare la domanda per la quale sono venuta questa sera.

 

 

Al termine dell'incontro tutti porgono all'autrice i loro libri per avere l'autografo, e io me ne resto in disparte, in attesa, origliando i consigli che rivolge ad un aspirante scrittore. Nella lettera intanto è scivolato anche un regalo che Ale aveva preparato apposta, un piccolissimo drago di Cernit con le sue iniziali.

 

Finora l'esperienza è ancora credibile. Ci sono diversi gradi di vicinanza che si possono raggiungere, e il passare da "semplici lettrici" a "due ragazze sedute in terza fila" è già di per sé appagante...Silvana De Mari mi ha vista, e meglio ancora ho ascoltato dal vivo le sue parole, i suoi argomenti.

 

Ed è qui che l'esperienza diventa incredibile.

 

Le porgo la lettera (...che apre. Orrore! Dovrò essere lontana chilometri quando la leggerà...) e le indico il draghetto.

 

- Sono commossa!

 

Il suo sguardo si fa più lucido, e il mio cervello molto meno. Panico. Orgoglio. Meraviglia. Stupore. Un frullio di emozioni ci sconvolge. Rimaniamo immobili quando gira attorno alla scrivania per baciarci sulle guance, tese come corde di violini.

 

- Conserverò i vostri regali finchè vivrò.

 

Le nostre menti somigliano a marshmallow. Stringo a me la borsa, ammutolita, sconvolta e fuori di me, e cerco una qualsiasi parola, ma non ne esistono. Questa persona...

 

- Scappiamo via, prima di metterci a piangere.

 

Battiamo in ritirata. Passando sfilo davanti ai sorrisi delle bibliotecarie, pago i miei libri e le saluto. Ridono, di me e con me.

 

- Ora però devi iniziare a pubblicare!

 

Nel panico momentaneo me ne rendo conto.

 

Non lo sa.

 

Silvana De Mari non sa che io voglio diventare scrittrice.

 

Dottoressa De Mari, se passa per di qui...^^

 

 

La giornata finisce con il rumore della ghiaia calpestata da due paia di piedi felici, un passo allegro e il cielo chiaro sopra di noi.

 

Gridiamo agli alberi la nostra gioia, il nostro stupore. Non ci sono parole, ma solo strane urla felici.

 

"The Day We Met Silvana De Mari".

 

"Il Giorno Che Incontrammo Silvana De Mari"

 

 

Ok, è un post un po' strano. Non credevo di poter diventare così fanatica, di solito non lo sono. Ma sono lunatica. Sensibile. Emotiva. Le emozioni sono la mia droga.

 

Grazie ancora, a tutti coloro che l'hanno reso possibile.

 

iku

Report p.1 "The day we met Silvana De Mari"

Salve people.

 

Vi anticipo già da ora che la lettura sarà molto lunga, ma interessante, quindi abbiate pazienza e sarete ricompensati. Ho diviso in due questo "reportage", per vostra comodità.

 

Il post di stasera tratta di mercoledì, "The Day We Met Silvana De Mari" (questa frase è diventata il tormentone dell'anno, abbiate pazienza). Cercherò di far scivolare tra questa righe tutta l'emozione che abbiamo provato ieri, ma sarà davvero ardua.

 

Iniziamo.

 

Sapevo dell'evento dall'inizio di aprile, ed il giorno stesso ho preso in mano carta e penna per scrivere alla dottoressa De Mari una lettera di ringraziamento. Vi sembra idiota? Parte della mia filosofia è "Mettiti In Gioco": anche se una cosa può apparire stupida, o assurda, o inutile agli occhi di chi non è nel vostro cuore, fatela ugualmente. E' una cosa a cui tenete? Bene. Va fatta.

 

Io ci tenevo molto a farle sapere che i suoi libri contano molto per me. Hanno un significato davvero importante, perché sono (come ho già detto nel mio post del due aprile) dei fantasy molto, molto realistici che mi buttano fuori dal mio mondo dei sogni ogni volta che li leggo. Come se io mi nascondessi in una stanza, e i suoi personaggi mi prendessero per le orecchie e me ne gettassero fuori. Sono libri che insegnano molto, e io non smetterò mai di consigliarli.

 

Questa lettera è stata iniziata cinque volte. Cinque. Io scrivo quasi sempre senza brutta copia, perché in genere ho già chiaro in mente quello che voglio dire, ma con la sua lettera ho (metaforicamente) bestemmiato fino alla mattina stessa.

 

Dunque, alzo la testa dopo aver firmato la lettera (12.23 del 22.04.09) e me ne rendo improvvisamente conto. Incontrerò Silvana De Mari.

 

Panico.

 

Ora, voi magari non lo sapete, ma Silvana De Mari prima di essere scrittrice è soprattutto medico e chirurgo, e ha uno spaventoso blog a questo indirizzo.

http://www.silvanademari.splinder.com/

Spaventoso? Si. E' pieno di verità, verità che a noi sfuggono, che non vediamo o che scegliamo di non vedere. Verità da ogni parte del mondo, nascoste in ogni angolo, verità scomode e spesso spaventose. Verità, e realtà. Queste due cose oggi sono spaventose.

 

Arrivo in biblioteca, con la tensione che inizia a salire. Al mio fianco Ale, che si è innamorata con me del"L'ultimo Elfo" quando l'ho letto la prima volta. Gironzoliamo, sparando quella serie di sciocchezze che viene fuori quando si è tesi e aspettando le sei. Ebbene, l'ora è giunta. In piedi sul ghiaino bianco del cortile della biblioteca, sentiamo prima una voce che mi ricorderò per sempre ("...e non ti chiedono nemmeno se sei [...]o no..."), poi una cartellina verde scuro ci passa davanti agli occhi e infine la fatidica parola, che ci fa alzare lo sguardo di scatto:

 

"Benvenuta."

 

Impallidiamo.

 

E inizia l'evento.

 

Sulla tavola ci sono due bottigliette d'acqua. Le fisso, assieme alla decorazione delle pareti, alle tende bianche, all'aggancio tra una sedia e l'altra. Non sono capace di alzare la testa, e in ultima aggiungo un paio di righe alla lettera.

 

Viene verso di me, sorridendo, e io sbianco.

 

- Vuoi che te lo autografi? Come ti chiami?

 

Le rispondo con lucidità e le tendo la nostra copia del"L'ultimo Elfo", dove lei scriverà i nostri nomi e lascerà una firma che sembra un paesaggio. Paura. La consapevolezza sale, ancora e ancora.

 

Si. Faccio parte di quel gruppo di persone che crede che le persone famose siano esseri superiori, intoccabili e irraggiungibili. E si. Mi sono emozionata tantissimo. Milioni di ragazze sbavano davanti al loro attore preferito, ma i miei idoli sono quelli che sanno impugnare una penna e la agitano con maestria, ipnotizzandomi e facendomi sognare i loro sogni. Lei lo sa fare.

 

Silvana De Mari ha occhi azzurrissimi, una collana rossa in stile etnico, grosse scarpe nere e molto lucide. Appena prima che inizi a parlare ricordo che io non possiedo tutti i suoi libri, e corro all'ingresso, dove le valorose cinque bibliotecarie (che mi hanno vista accatastare libro su libro da quando ho fatto la fatidica domanda "Ma quanti libri posso prendere, nella tessera?", quando avevo credo otto anni) mi chiedono se le ho già parlato.

 

- Tenetemi questi due libri!

 

Di solito non compro libri. Non ho soldi, e non ho spazio, motivo per cui la biblioteca è la mia seconda casa. Se compro un libro vuol dire che lo amo. Alla follia.

 

Sento battere sul microfono. E' lei, e io mi faccio tutta la sala davanti ai suoi occhi, il più discretamente possibile, fino a sedermi in terza fila.

 

Silvana De Mari parla velocemente. Ha tante cose da dire, e si muove avanti e indietro. Ho ancora nelle orecchie il ritmo della sua voce, che parla di fiabe, dell'origine del fantasy, della sua funzione, della storia dell'umanità, del ventesimo e ventunesimo secolo. Non starò qui a raccontarvi tutte le cose che ha detto, che tra l'altro sono ben argomentate nel libro "Il drago come realtà", ma vi parlerò di ciò che io ho sentito. Come disse Ale:

 

- E' saggissima!

 

Annuisco.

 

(leggi il post successivo per il seguito)

22/04/2009

The day we met Silvana De Mari

Salve people.

 

Fate uno sforzo per me. Chiudete gli occhi e pensate di urlare più forte che potete, per il maggior tempo che riuscite a resistere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco.

Oggi ho incontrato Silvana De Mari. Questo è quanto.

 

Chiedo scusa alla dottoressa De Mari qualora capitasse davvero qui, ma stasera sono abbastanza provata.

I racconti del grande giorno sono rinviati a domani.

 

Notte people...

 

 

iku

 

 

03/04/2009

Libri, LIBRI!

Salve!

Stasera oltre al consueto post "blog life" ho pubblicato anche uno dei miei lavori preferiti, Wisest. E' stato scritto quasi due anni fa, quindi è ben lungi dall'essere perfetto, ma la trama mi piace particolarmente. Credo che un giorno potrebbe diventare qualcosa di più...^^

 

Bene! Il post di stasera tratta di libri, finalmente. Ho lasciato in sospeso un sacco di cose, e i libri non sono certo trascurabili, almeno dal mio punto di vista. Io ADORO leggere, sin da quando ero piccola, e anche se ultimamente il mio ritmo di lettura si è molto abbassato non ho certo perso la voglia...

 

Come già detto, in questo momento sto leggendo "I Pirati Dell'Oceano Rosso", il secondo libro dei Bastardi Galantuomini. E' più facile che abbiate sentito parlare de "Gli Inganni Di Locke Lamora", che è uscito circa un anno fa. L'autore è Scott Lynch, e devo dire che questi due sono tra i libri più belli che io abbia letto finora. La trama è un susseguirsi di colpi di scena, in un intricato mescolarsi di imbrogli dentro imbrogli. Locke Lamora è un simpatico antieroe, amante della truffa e del raggiro teatrale, che si muove all'interno di una complicata scena, la città di Camorr. Scott Lynch crea un universo affascinante e misterioso, che fa da sfondo a personaggi altrettanto intriganti e carismatici. L'unico difetto è che il libri prima o poi finiscono...^^ anche se grazie al cielo il nostro Scotty è intenzionato a sfornare ben sette volumi per narrare le gesta di Locke Lamora, la Spina di Camorr. Grazie Scott!

 

Un altra serie che vale la pena menzionare è quella di Silvana De Mari, inaugurata con "L'Ultimo Elfo" e proseguita con "L'Ultimo Orco" e "Gli Ultimi Incantesimi". Nonostante la presenza dei più tradizionali elementi come orchi ed elfi, il fantasy di Silvana De Mari è tanto particolare da risultare unico. Dolce come una fiaba, crudele come la vita, esso racchiude in questa apparente contraddizione le caratteristiche dell'antitesi del fantasy, la realtà. I personaggi delle sue storie non escono dalle pagine, perchè in quelle stesse pagine la fantasia è reale quanto la vita del lettore, e la narrazione prosegue capitolo dopo capitolo tenendo il lettore con il fiato sospeso.

Chi legge fantasy per evasione, come me, si ritroverà costretto a fare i conti con il mondo reale anche in questo libro. Silvana De Mari mi ha emozionato con la razionalità delle sue trame, con la dolcezza dei suoi personaggi, con la quotidianità e la concretezza di questi libri unici che non smetterò mai di rileggere.

 

Per ultimi, ma non nel mio cuore, I Libri Dell'Assassino. Robin Hobb ha dato vita ad una saga (3+3 libri) poco apprezzata nel nostro paese ma di gran successo in America: la Trilogia dei Lungavista e la Trilogia dell'Uomo Ambrato. Entrambi hanno come protagonista FitzChevalier Lungavista, figlio illegittimo di un principe, alle prese con la difficile situazione che la sua nascita come bastardo lo porterà ad affrontare. Oltre ad una trama originalissima e ad un cast di personaggi unici e ben caratterizzati, questi libri vantano uno stile impeccabile ed una straordinaria capacità di coinvolgimento.

Qui la mia già scarsa professionalità come critica letteraria si abbassa drasticamente, ma io stessa sono rimasta vittima più volte del fascino di questi libri, affezionandomi ai personaggi e sentendoli molto concreti e reali. Spesso la lettura di questi libri mi ha coinvolto al punto da farmi perdere la cognizione del tempo, del luogo e della situazione. Non ci sono altre parole per descriverli, tranne forse quelle che sono state usate da una fan inglese su un forum:

 

"Don't plan anything else meanwhile. Once you'll get addicted, you will not be able to think, eat, sleep, or work, 'til you finish them."

 

...che vuol dire pressapoco...

 

"Non programmare niente nel frattempo. Una volta che avrai iniziato, non sarai in grado di pensare, mangiare, dormire o lavorare, fino a che non li avrai finiti."

 

E credetemi...come frase rende PERFETTAMENTE l'idea...^^