Devil (2 parte)

La voce era più chiara, ora, e Marina avrebbe giurato che provenisse dalla proprietaria dei gioielli. Una voce femminile, seducente. A chi altri avrebbe potuto appartenere? Di nuovo fece per allontanarsene. Per quanto quel luccicare l’affascinasse, parte della sua anima si stava lacerando al solo pensiero di essere ancora così vicina alla bancarella, e le sue gambe le stavano dicendo di andare via, cercare una panchina moooolto più in là e bere qualcosa di fresco. Non conosceva nessuno laggiù, probabilmente era qualcuno che chiamava un’altra ragazza che si chiamava come lei.

 

– Marina.

 

Il suo corpo smise di rispondere alla sua volontà, immobilizzandosi, e il sole uscì della nuvole, come in un film. Quella voce chiamava proprio lei, e non solo attraverso il suo nome. Chiamava la sua anima, la sua mente. “Marina” era solo il modo in cui lei pecepiva quel richiamo. Si, era lei che chiamava. Chiuse gli occhi.

 

– Errore…

 

Dietro le sue palpebre esplose una luce scarlatta, violenta, alla quale non poteva sottrarsi. Qualcosa che scorreva attraverso di lei, qualcosa di caldo e sgradevole che sembrava attraversarla come una corrente elettrica dagli occhi fino alle dita dei piedi. Attraversarla, ed esplorarla in ogni pensiero.

 

– Non mi sbagliavo su di te.

 

Sentì il corpo sottrarsi di nuovo al suo controllo, voltarsi e tornare all’ultima bancarella.

 

– Guardami.

 

Il suo corpo obbedì alla voce. Il tavolo brillava dolorosamente, ora. Mille riflessi che si incrociavano e si sommavano in una ragnatela di luce abbagliante. Sconvolgente e meraviglioso.

 

– Sono qui.

 

La voce non disse altro, eppure lei capì al volo. Le sue dita corsero proprio là, chiudendosi su un piccolo ciondolo rotondo e portandolo più vicino al viso. Rosso, ovviamente. Smalto rosso e acciaio, in archi che lo facevano assomigliare ad una rosa molto stilizzata, e un minuscolo brillante scarlatto, che si nascondeva tra i petali di quel fiore. Un fiore meraviglioso che rifletteva e amplificava la luce del sole.

 

– Si.

 

Il sole scomparve dietro le nuvole, all’improvviso. Un lampo scarlatto, ancora, e tutto attorno a lei sparì in un vortice tetro, rossastro e perlaceo. Come in risposta a quel cambiamento, il ciondolo, che stringeva ancora tra le dita, diventò incandescente, e lei lo lasciò cadere a terra.

 

Sembrò cadere, e cadere, e cadere, finchè non lo vide inghiottito dal vortice scarlatto. Fu allora che la figura, come un fantasma uscito dalla parete, attraversò il soffitto e le si parò davanti.

 

Era una donna seminuda, coperta da una fascia scarlatta sui fianchi e da un velo che ricadeva in morbide onde attorno al suo seno, fermato sulla collana che le pendeva sul petto. Sentì un brivido gelido pungerle la schiena quando incontrò il suo sguardo, quegli occhi neri sottolineati da un tatuaggio che scendeva sugli zigomi. Le braccia e le gambe erano coperte da complicati bracciali, e attorno all’ombelico era tatuata una stella a sei punte.

 

– Marina.

 

Sentì quella voce avvolgerla, come una spira di fumo tossico che penetrava nella sua pelle. Le venne la pelle d’oca, e la sua mente si riempì di nebbia scarlatta.

 

– Piccola Marina, la nostra cantante girovaga…la figlia abbandonata, la guerriera errante…così alla fine ci incontriamo!

 

La ragazza indietreggiò di un passo, nel tentativo di allontanarsi dalla donna. Questa allungò una mano verso di lei fino a sfiorarle la gola e il mento, poi sorrise. Un sorriso che grondava malvagità e scherno.

 

– N-Non sono una guerriera.

– Ah no?

 

Le dita scivolarono sulla curva della mascella, calde e lisce come niente al mondo.

 

– Eppure sei arrivata qui…ma non ti hanno ancora trovata, che fortuito errore…

 

La sua voce era ancora più suadente, ed ogni parola le faceva perdere lucidità. Un serpente apparve da dietro la sua spalla, nero e sottile come un laccio, e le si avvolse attorno al collo.

 

– Vieni con me…io posso darti molte cose che desideri…

 

La sua voce era diventata una cantilena, e prima di sprofondarvi dentro Marina si chiese se no stesse per essere ipnotizzata. Il serpente guardava nella sua direzione, gli occhi luccicanti nella penombra rossastra.

 

– Posso donarti un grande potere, che ti permetterà di viaggiare dove vuoi…hai una voce meravigliosa, piccola girovaga, ma io posso farla diventare irresistibile…tutti rimarranno estasiati ad ascoltarti, e i soldi non saranno più un problema per te…

 

 

 

 

 

 

…senza che me ne accorgessi la storia ha preso il sopravvento…quindi dovrò vedere che succede domani…io non so ancora come finirà sinceramente…^^

 

 

iku

Devil (2 parte)ultima modifica: 2009-04-29T18:44:00+02:00da ikustang
Reposta per primo quest’articolo

3 pensieri su “Devil (2 parte)

Lascia un commento