Anime e manga

People!

 

Oggi mi va di affrontare un argomento random, a causa di una discussione che ho avuto con Capt. Amelia a proposito di censura, Moige e anime in Italia.

 

Oggi mi sono imbattuta nell’ennesima condanna verso i manga, che li vuole istigatori di violenza, di criminalità e di perversione. Sì, sono stata una grande appassionata di manga e continuo a comprarne tuttora (due o tre al mese, mi pare), e mi piacerebbe spezzare una lancia una volta per tutte in favore del Giappone.

 

Mi piacerebbe che voi che leggete, people, leggeste, comprendeste e contribuiste a sfatare i luoghi comuni che circondano i manga giapponesi. Surfando in rete ho scovato un paio di articoli dell’ADAM (associazione difensori anime e manga) che consiglio caldamente a chi volesse saperne di più.

 

Innanzitutto, valutiamo il concetto di “cartone animato” in Italia.

Qui da noi il nome che balza subito in mente è Disney, creatore di decine e decine di lungometraggi animati dai toni fiabeschi, avventurosi e teneri.

Qual è il target di questi cartoni animati?

 

Infanzia. Bambini. Certo, moltissimi adulti (compresa me) sono appassionati dei film della Disney, ma questi sono pensati principalmente per bambini. Su questo non ci piove.

 

Spostiamoci in Giappone.

I cartoni animati giapponesi (comunemente chiamati anime) e i loro fratelli cartacei, i manga, sono uguali in tutto e per tutto ai libri in Italia. Gialli, romantici, avventurosi, storici, erotici, fantasy: questi sono i generi che noi troviamo in libreria e che i nostri fratelli giapponesi trovano invece in fumetteria sotto forma di manga.

Qual è il target di manga e anime?

 

Noi dividiamo i libri secondo criteri, libri per bambini, per ragazzi, per teenagers, per adulti, per uomini e per donne, e altrettanto viene fatto per i fumetti: ce ne sono per ogni fascia di età e hanno come protagonisti bambini, ragazzi, adolescenti, adulti, perfino (anche io ne sono rimasta colpita) casalinghe o donne manager.

 

Chiaramente Italia e Giappone hanno idee molto diverse riguardo ai cartoni animati: un italiano posto davanti ad un cartone penserà subito che si tratti di un prodotto per bambini, mentre un giapponese si interrogherà sul contenuto e valuterà la fascia alla quale destinarlo.

 

Domanda…chi di voi lascerebbe che una bambina di otto anni guardasse “Rambo”?

Credo nessuno, e avreste ragione. E’ chiaro che non tutti gli anime sono adatti ad un minore, e per essi vale la regola del contenuto tanto quanto per i film.

 

Tra parentesi…quanti film sono spaventosamente violenti, e nessuno se ne preoccupa?

 

Le censure sugli anime tagliano ogni forma di violenza, compresi schiaffi e graffi accidentali, mentre nei film americani (e non solo) il sangue e le sparatorie non si risparmiano?

Le censure sugli anime tagliano spesso anche i semplici baci, e sporadiche scene di nudo, quando invece la tv è piena di ammiccamenti, di volgarità e di vendita di corpo gratuita o ingiustificata.

Questi tagli spesso stravolgono la storia, ne cambiano il senso e omettono dettagli.

A che scopo portare in Italia e sottoporre ad un pubblico infantile un anime i cui contenuti necessitano una censura?

 

Ci sono tantissimi anime adatti ai bambini, e altrettanti anime censurati per paure infondate.

 

Ah, è troppo tardi per fare questi discorsi, uff…people, spero abbiate capito cosa intendevo. Ora vado a nanna, sperando che non faccia troppo freddo…notte!

 

iku

 

 

PS: un ringraziamento a jo che stamattina si è fermato a chiacchierare con me tramite plugoo. Dovreste provarci anche voi, sapete? E’ molto divertente, io l’ho fatto anche come lettrice (oltre che come proprietaria del blog) e mi sono divertita un sacco! ^_^

 

PPS: per chi stesse guardando “Le verità nascoste” su Rete 4…spegnete subito!!!!

Anime e mangaultima modifica: 2009-09-07T23:09:27+02:00da ikustang
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